sabato 20 settembre 2008

Scampoli d'estate.

IMG_7954

Sotto una veranda legnosa appeso

come un salame ad una sedia in corda,

subisco uno scirocco sfacciato fradicio,

mitigandolo con un vinello rosso torbido,

ragionando su stelle e pianeti,

e su cefali arrosto con alloro e sale.

Amo il momento del buio,

del silenzio di una città che in lontananza si rilassa,

di migliaia di persone che pensano un po' a loro

e meno a lavori sempre più tristi.

Il giardino respira, lo sento.

Ha un fiato buono,

meglio del mio avvinazzato

con sentore di mandorle e di

pesce arrosto.

A cosa serve vivere?

Forse a vedere fin dove riusciamo ad arrivare senza impazzire?

Fare il contadino è più importante che fare l'ingegnere?

Un sorso, ancora.

Tre motivi per vivere, tirali subito fuori.

Al primo leggere, al secondo la musica, al terzo il vino.

Quindi adesso smetto di scrivere, prendo un libro e metto su un disco:

e arrangiatevi :)

Ovviamente dimenticavo il più importante:

condividerli con qualcuno,

altrimenti a ridere da soli

si diventa matti..

domenica 17 febbraio 2008

Ricordi per guardare avanti.

2260723392_17701b2e60

Come cambia la vita.
Amici che ritenevi persone fondamentali,
della cui amicizia avresti giurato di non poter fare a meno,
non ci sono più: puff.
Spariti nella inesorabilità della vita o in quella della inconstistenza.
Ricordo persone come figurine in un album.
E ricordo discorsi infiniti,
di quando alla vita ancora ci credevi,
di quando bastava parlare del futuro
e ci si illuminavano gli occhi.
Potevamo tutto con la fantasia,
prima che la cataratta del mondo ci rendesse ciechi,
e anche un po’ tristi.
Le ragazze erano semplici,
ed irraggiungibili nella consapevolezza del loro potere.
Io passavo estati pensando
che il mare fosse tutto quello che mi bastava.
Scrittore, sportivo, musicista,
come tutti i giovani volevo
succhiare la vita dalla mammella del mondo.
Poi qualcosa si incrina:
è il dovere che ti toglie la poesia,
la voglia di stupire te stesso,
E allora diventi l’impiegato della tua anima:
orari, vincoli, regole,
e invisibilmente ti ritrovi ad essere
una nota qualunque
nello spartito del mondo,

forse anche uno sgradevole rumore.
Insomma, rischi di ritrovarti vecchio
e pieno di rimpianti.
Rimpianti di quando volevi comprarti una barchetta
e salpare sulle orme di Salgari, 
e incontrare la tua Marianna
portandola via dal Corsaro Nero.
O pescare il marlin nei mari di Cuba come Ernest,
e diventare come lui, magari un po' meno ubriaco.
Inseguire un mito,
era tutto quello che ci si chiedeva.
Invece oggi si inseguono i rimpianti e le rate da pagare,
per roba insulsa,
inutile,
avvilente.
Io, per fortuna, non ho rimpianti,

ma solo ricordi.

Ricordo quegli scogli e le albe fatte
per vedere com’è il mondo che nasce
mentre l’umanità dorme,
poverina.
Le ore trascorse sopra una tavola nel mare,
silenziose,
come solo il mare sa essere.
Le passeggiate in spiagge lunghe,
infinite,
con il sole che cuoce la pelle,
e il sale che ti secca la bocca.
I bagni rinfrescanti,
e le gocce che cadono sulla schiena
provocando brividi e piacere.
La musica,
compagna fedele e sincera di tante serate,
di tante serate.
I pomeriggi passati a giocare a Basket,
come gli americani.
I miei libri,
compagni fedeli di mille fughe dalla realtà,
di mille
omicidi, amori, viaggi, imbrogli, salvataggi.

Guardare avanti senza dimenticare.

I migliori calli della nostra vita.

 

IMG_7909

Da quando la mia base operativa
è in campagna,
la mia vita è cambiata

i ritmi si sono allentati,

le difese si sono abbassate 
l'umore si è sollevato.
Perchè dover correre sempre e comunque?
"Per vivere meglio, è il progresso"
Ma il progresso significa
ammazzarsi di lavoro
per un paio di Tod's o per cambiarsi la macchina?
Vuol dire fare le quattro del mattino
ubriacandosi e fumando?
Progresso è qualità di vita.
E' poter assecondare il proprio corpo ai ritmi naturali.
Poter pensare.
Poter stare in silenzio.
Essere moderni oggi,
significa spesso aver comunque qualcosa da dire.
Per questo sono abbastanza antico,

nuragico direi.

per questo, tra una pioggia maledetta
e un umido bastardo,
due anni fa ho trovato il tempo
per farmi la vigna.
Finalmente.
Perchè più maneggio la tecnologia,
più la detesto.
Più imparo dal mondo,
e più lo rifuggo.
Trovo piacere nello sporcarmi nella terra,
e nel fare qualcosa come duemila anni fa.
Avrei potuto pagare qualcuno per farmela fare.
Ma non è la stessa cosa:
come un'opera d'arte,
c'è bisogno dell'artista
dall'inizio alla fine.
Le sto dando i migliori calli della mia vita,
e gocce di sudore prezioso.
E dopo la fatica,
trovo piacere nel sedermi,
magari leggere Fante o Topolino,
ascoltando un brano di jazz o il radiogiornale,
bevendo un buon bicchiere di vino.
Quel bicchiere,
quest'anno ,
è del mio vino.

Il miglior modo per affrontare il presente
è avere progetti per il futuro.

venerdì 8 febbraio 2008

Essere normale.

314771475_4b4df0a048

Seduto sotto la solita veranda,

ascoltando uccelli particolarmente petulanti,

realizzo che un altro inverno è passato,

mentre gemme di rose deflagrano da dure cortecce,

e io esplodo in fragorosi starnuti nebulizzati,

combattendo al fianco dei miei globuli bianchi.

Sono ormai anni che scrivo,

senza un vero perchè,

mi agito, sbuffo e dico: questo è l'ultima volta.

Poi un fatto, una gemma, uno starnuto mi sembra importante

da lasciare ai posteri, o al mio egocentrico me stesso.

Quando scrivo sono un altro, ed è inquietante.

Questa roba che erutta da dentro, pescando termini

sentiti chissà quando, chissà dove, chissà perchè,

non la domino.

Sono posseduto dalla tastiera,

risucchiato e frullato in bit,

per essere dato in pasto

a ignari sconosciuti

o per essere beatamente e giustamente ignorato.

Faticosamente sto uscendo dall'anonimato,

ma ho il timore che l'incantesimo si spezzi,

e che quello che ho dentro non esca più.

La barriera dietro la quale mi sono messo è parecchio confortevole,

e godo ad essere codificato in lettere,

senza avere l'alter ego in carne ed ossa.

Penso anche a quanti si nascondono dietro nick, o semplicemente hanno remore a mostrarsi nudi,

a far vedere la parte più intima che c'è: il cervello.

Come nella vita normale, c'è gente che legge e tace,

c'è gente che chiacchiera,

c'è gente che ignora.

Prendetevi per ora il mio Io digitale,

il resto fa parte di un'altra vita:

quella reale, a volte banale.

giovedì 7 febbraio 2008

Italia, giù verso il baratro. Allegramente.

410589177_37c93884ff

Finalmente andiamo ad elezioni, perchè questa è la cosa più importante da risolvere.
La nostra Italia, infatti, ha come problemi principali decidere se mandare al governo Berlusconi o Veltroni.
Provo disgusto per la leggerezza con cui affrontano i problemi delle persone,

gente reale che non finisce il mese, strozzata dalle banche e dalle finanziarie,
affamata da rincari e da uno stato sciacallo.
Sono talmente presi dalla loro successione dinastica che sapere se Mastella resta a sinistra o si butta allegramente a destra è vitale.

Questi incoscienti che ci governano senza dignità
e quegli altri che fanno opposizione senza voglia ne passione.
Affidereste il portafogli a chiunque di loro?
Io mai, perchè non hanno il monimo senso etico,
mirano solamente a mantenere la loro baracca,
favori su favori, amici degli amici,
e la povera gente presa per il culo.
Perchè?
Perchè non esiste una persona
che, senza ombra di dubbio,
possiamo mandare a governarci
sapendo che lo farà per il nostro bene?
Che penserà al bene di suo figlio
non lasciandogli soldi rubati,
ma un mondo in cui potrà camminare a testa alta.
Disgusto e disprezzo non bastano più.
Siamo sul baratro della povertà
e tutti allegramente cambiano telefonini
e comprano TV al plasma.
Ci fottono i soldi dalle tasche,
ma l'importante sono il calcio e Sanremo.
La benzina è aumentata del 40% negli ultimi due anni.
Perchè?
Non interessa a nessuno,
perchè affondiamo nella merda,
ma abbiamo preso lezioni di nuoto
e abbiamo fatto la lampada.
Stiamo vivendo al di sopra delle nostre possibilità,
per cose inutili,
per cose deprimenti.
E gli argomenti più importanti
sono Albano e Cassano,
Fassino e Berluschino.
Le cose importanti sono:
la gente che muore di fame,
l'istruzione,
la casa.
Il resto sono cazzate.

Stanotte non dormivo: forse è insonnia, allora.

292170055_4501f4a61e

Un letto, una coperta, una battaglia dentro il mio corpo, globuli bianchi contro tutti.

Non ce la faccio a dormire, stanotte. Perchè il mio corpo non vuole e la mia mente lo sostiene, vigliacca.

Rumori intorno mi fanno compagnia, macchine in lontananza,

cani asmatici e passi ritmici, a ritmo di paranza.

Pensieri sulla vita che cambia mentre insulsi programmi si accapigliano sul mio tv.

Il mio sguardo vaga casuale cercando un sistema per chetare il virus, o almeno per dormire contando milioni di pecore astratte.

Guardo quei libri riposti ordinatamente  in ripiani bianco candido che guardano severi il mio piccolo essere, cambiato negli anni, nel fisico, nella mente.
Mi guarda un giovane Kerouac,  che dalle sue prose di un Mexico City Blues,  mi faceva sognare nei gradini assolati di una facoltà florida di numeri, ma arida di fantasia. Un ammiccante Hemingway  mi portava in giro per la sua Africa mentre io giravo per la mia città di frontiera quasi africana.
Sontuosi Poe e irritanti Freud,  soavi Calvino e Buzzati,  avventurosi e drammatici Salgari e Twain, epico London.
Mi guardano e non si ricordano di me, non riconoscono quel ragazzo cresciuto come tanti, invecchiato, forse, ma capace ancora di sognare.
Mentre li guardo dandogli un ordine per recuperare il tempo perduto. Non solo quello di Proust.
Guardare quei libri è come ripercorrere  le tappe della mia vita, per stati d'avanzamento,  per emozioni ricoperte di polvere, per risate e lacrime piegate dentro pagine ingiallite.

Riaprirli è la mia macchina del tempo.

Musica, vagoni di musica, che in sottofondo suonano nelle mie orecchie appena ci poso lo sguardo, juke box mentali, e collego fatti e musica, in ragnatele complicate ma perfettamente logiche. Armstrong e Chet, Ella &...... louis..... Char.. l...ie.... whammm....umhh.....rh....

Vaneggiamenti  in bit, delirio binario, digitale e virale.

Vorrei essere tachipirinico.

..............

domenica 3 febbraio 2008

Sono responsabile dei personaggi che scrivo.

355127250_57f7d69c0d

Guardavo quella penna scrivere veloce, sicura,
tracciando nere scie di pensieri
in technicolor. 
Plasmavo parole e creavo personaggi mai esistiti,
mentre persone troppo normali mi sfiancavano le giornate,
in una città piccina e ripiegata su stessa.
Un angolo della bocca mi si piega in un sorriso,
mentre invento l'ennesimo personaggio, descrivo situazioni mai esistite,

in mondi mai visti.
La sera è ormai diventata notte, 
Carla mi saluta con un sorriso, no,
rimango ancora un po',
voglio finire questa storia, sì, stai tranquilla,
buonanotte.
Il buio e il silenzio mi rendono tranquillo,
e i pensieri sciabordano dalle orecchie e colano sui fogli in ordine perfetto.
Un rumore.
Mi giro, di scatto, e lo vedo.
Lo riconosco, e' Insopportabile, scritto mille volte su pagine bianche,
creato, plasmato e incontrato sui miei scritti.
Mi guarda, silenzioso, con sguardo severo.
Capisco cosa mi vuol dire:
non gli ho scritto una storia buona,
l'ho creato durante una colazione al bar
tra un caffè scadente e una brioche rinsecchita,
e si sente tradito. 
Un mio figlio tradito.
Si gira e mi lascia lì con la mia responsabilità:
non posso creare personaggi scadenti,
perchè non è giusto.
Ogni scrittura scadente crea personaggi infelici,
alimento città fantasma di esseri senza sogni.
Sì, sto bene Carla.
Mi ero solo assopito.
No, rimango ancora.
Devo finire questa storia.
E devo finirla.

Bene.