Sotto una veranda legnosa appeso
come un salame ad una sedia in corda,
subisco uno scirocco sfacciato fradicio,
mitigandolo con un vinello rosso torbido,
ragionando su stelle e pianeti,
e su cefali arrosto con alloro e sale.
Amo il momento del buio,
del silenzio di una città che in lontananza si rilassa,
di migliaia di persone che pensano un po' a loro
e meno a lavori sempre più tristi.
Il giardino respira, lo sento.
Ha un fiato buono,
meglio del mio avvinazzato
con sentore di mandorle e di
pesce arrosto.
A cosa serve vivere?
Forse a vedere fin dove riusciamo ad arrivare senza impazzire?
Fare il contadino è più importante che fare l'ingegnere?
Un sorso, ancora.
Tre motivi per vivere, tirali subito fuori.
Al primo leggere, al secondo la musica, al terzo il vino.
Quindi adesso smetto di scrivere, prendo un libro e metto su un disco:
e arrangiatevi :)
Ovviamente dimenticavo il più importante:
condividerli con qualcuno,
altrimenti a ridere da soli
si diventa matti..